Perché BANDEANDRÉ

Ho riunito per la prima volta Bandeandrè, che ancora non era tale, nell’ottobre del 2008. Oggetto: preparare un concerto su De Andrè in occasione della serata che il Mama’s, circolo culturale di Ravenna, ci metteva a disposizione per il 6 marzo 2009. Il più coinvolto ero io, naturalmente, perché De Andrè è sempre stato un mio fedele compagno di viaggio, per ragioni di età, ma anche di contenuti. I ragazzi hanno risposto positivamente e ci siamo messi a lavorare.   E’ iniziato, così, un viaggio musicale, ma anche e soprattutto umano, che ci ha coinvolto al di là di quanto potessimo pensare all’inizio. Questa emozione positiva cerchiamo di trasmetterla a chi viene ai nostri concerti; e probabilmente riusciamo nel nostro intento, perchè, al di là dell’esecuzione più o meno tecnicamente apprezzabile, è proprio il calore, l’affiatamento, il piacere di suonare e di cantare che coinvolge chi ci ascolta. In questi quattro anni di attività abbiamo suonato davanti a pubblici diversi per età e consistenza numerica, in spazi piccoli e grandi piazze, ritrovando ogni volta un consenso verso i contenuti e le modalità dei nostri concerti che, credo, certamente ha a che fare con la grandezza dell’autore che proponiamo, ma anche con il nostro modo di interpretarlo. Nel 2010 abbiamo registrato il nostro concerto al teatro Rasi di Ravenna; abbiamo voluto che il nostro primo CD fosse live, perchè è proprio l’energia che si sprigiona in queste situazioni che ci aiuta e ci caratterizza, e che speriamo possa essere catturata e rinnovata in un ascolto.    La produzione di Fabrizio permette di intraprendere strade diverse nel raccontarlo. Dopo “Ricordando Fabrizio”, che ha esplorato la sua opera e la sua vita seguendone l’iter temporale, abbiamo esplorato più a fondo la sua ricerca sulla spiritualità e sul bisogno dell’uomo di una dimensione anche metafisica con  “L’amore sacro e l’amor profano”, spaziando dalla Buona Novella a Bocca di Rosa. Presto sarà pronto il nuovo progetto “Il suonatore Jones e altre storie “, che, partendo da “Non al denaro, nè all’amore nè al cielo” racconta come le piccole storie dei personaggi di un paese siano le stesse che ritroviamo in una realtà universale.

Fabrizio De Andrè è uno dei pochi cantautori che si è saputo modificare nel tempo, perché la sua necessità di confrontarsi lo ha spinto a cercare periodicamente nuove collaborazioni, quindi anche nuovi modelli musicali e nuove scritture. La sua opera è diventata così ricca e piena di stimoli che non si finisce mai di scoprire qualcosa di nuovo. Per questo ci piace continuare questo percorso ( il nome che ci siamo dati non lascia dubbi al riguardo ). Ma anche se il nostro repertorio si dovesse ampliare con produzioni originali o altro, resteremo Bandeandrè, perché Fabrizio De Andrè è stato il motivo del nostro esistere. ( Gianluigi Tartaull )

Gianluigi Tartaull voce e chitarra
Nazzarena Galassi voce
Caterina Sangiorgi flauti e voce

Loretta Pompignoli Percussioni

Stefano Fabbri Percussioni

Raimondo Raimondi chitarra, mandolino, mandola

Giacomo Sangiorgi basso elettrico
Luca Vassura fisarmonica