Il Suonatore Jones (Spoon River e altre storie)

Le storie di ognuno son le storie di tutti
Dov’è quel suonatore Jones
che giocò con la vita per tutti i novant’anni,
fronteggiando il nevischio a petto nudo,
bevendo,facendo chiasso,
non pensando né a mogli né a parenti,
né al denaro,né all’amore,né al cielo?

spoon_riverFabrizio De Andrè, colpito dal valore universale
dell’Antologia di Spoon River di E.L. Masters, rielaborò nove poesie e ne fece nove indimenticabili capolavori.
Secondo Cesare Pavese, che per primo la introdusse, l’Antologia di Spoon River era lo specchio di un mondo che aveva perso la dimensione collettiva del senso della vita e, di conseguenza, la possibilità di purificarsi attraverso la tragedia. Andata perduta la dimensione comune del senso dell’esistere, questo mondo destina gli individui a consumare piccole tragedie personali, relative e insensate.
Gli altri due grandi intellettuali che si occuparono dell’opera di Masters e ne colsero la dimensione universale furono Fernanda Pivano, che la tradusse in italiano, e Fabrizio De Andrè.
Non può stupire la scelta di De Andrè,che sempre di frammenti di drammi si è occupato, di “scene di villaggio”, di tipi umani colti nei momenti decisivi e rivelatori della loro anima, così da diventare simboli della condizione dell’uomo in una società priva di forti riferimenti collettivi, proprio come i protagonisti dell’opera di Masters.